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Airlite: la pittura che purifica l’aria

La foglia artificiale che crea gas pulito

 

22 Novembre, 2019 Commenti (0) Ingegneria Ambientale, Ingegneria Energetica Tempo di Lettura: 4'

Elettricità dalle piante

Le piante come modello

Negli ultimi 10 anni la ricerca per la produzione di energia pulita si è spinta verso nuove frontiere ed ha preso sempre più spunto dalla natura.

In questo articolo parleremo di ricerche che stanno sfruttando metodi innovativi per ricavare elettricità dalle piante.

Possiamo prendere due esempi tutti italiani: la ricerca di Barbara Mazzolai, Fabian Meder e i loro colleghi all’IIT-Istituto Italiano di Tecnologia di Pontedera (Pisa) ed il progetto Voltaplant.

 

La tecnologia

Entrambi i progetti si avvalgono dello stesso meccanismo, in particolare la ricerca della Mazzolai spiega come sia possibile ricavare elettricità dalle foglie delle piante.

Si è notato come alcune strutture fogliari possano convertire le forze meccaniche applicate sulla loro superficie in energia elettrica; un agente “meccanico” è ad esempio il vento che “sfregando” la superficie delle foglie, trasmette le cariche elettriche che trasporta, secondo il fenomeno noto come elettrificazione a contatto.

L’ innovazione sta nel convogliare le cariche elettriche raccolte dalle foglie direttamente nel “tronco” della pianta che agisce così come un cavo elettrico. In questo viene trasferita energia all’ esterno della pianta che potrebbe quindi essere vista come una sorta di presa elettrica. È stato inoltre dimostrato che la tensione generata da una singola foglia può raggiungere più di 150 volt!

 

 

Voltaplant

Voltaplant è una startup italiana che sta proponendo un metodo rivoluzionario che permette di ricavare energia pulita e potenzialmente illimitata dalle piante.

La tecnologia è simile a quella spiegata in precedenza; in particolare sfrutta le CELLE PMFC ovvero Plant Microbial Fuel Cell per catturare le cariche elettriche disperse dalle piante.

L’obiettivo è quello di illuminare e monitorare l’ interno delle abitazioni, non prevedendo uno stoccaggio dell’ energia ricavata dalle piante in delle batterie, ma di utilizzarla con continuità per alimentare Led e sensori delle abitazioni, permettendo così di risparmiare sulla bolletta. La produzione di energia elettrica da parte delle piante con questo sistema è continua 24/24 ore e garantisce tra i 2 e i 4 Volt.

Il processo è innocuo per la pianta e garantito per un ciclo di vita di 3 – 4 anni.

 

 

 

Degna di nota in questa panoramica su tecnologie innovative sviluppate a partire dalle piante è il progetto Plantoid.

Plantoid

Plantoid è stato  finanziato dall’UE e coordinato nel 2012 da Barbara Mazzolai al fine di realizzare il primo robot pianta al mondo. Il progetto Strep Plantoid consiste in una nuova generazione di tecnologie hardware e software ICT che si ispirano alle radici delle piante e potrebbe risultare fondamentale per l’ esplorazione e per il monitoraggio ambientale.

Mentre le ricerche menzionate precedentemente avevano lo scopo di ricavare energia dalle piante, questo progetto ha 2 obbiettivi diversi:

  • estrarre e comprendere i principi che consentono alle radici delle piante di adattarsi efficacemente ai vari ambienti sotterranei
  • formulare ipotesi e modelli su alcuni aspetti ancora sconosciuti delle piante come la comunicazione locale tra radici e foglie durante la crescita

 

 

È infine spunto di riflessione come le tecnologie più innovative che si stanno sviluppando negli ultimi anni, alle quali associamo nella mente il concetto di “moderno”, siano in realtà una “copia” di un processo che in natura avviene da sempre. Oggi abbiamo parlato di come siano stati ripresi i processi naturali che avvengono nelle piante ma in precedenza avevamo parlato anche del  progetto Tyer Wind che sfruttava il volo dei colibrì per produrre energia elettrica.

Fonti

 

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