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11 Settembre, 2018 Commenti (0) Ingegneria, Ingegneria Civile, Ingegneria Energetica Tempo di Lettura: 6'

Il gasdotto TAP

Risorse italiane di gas

L’approvvigionamento di gas naturale nel nostro Paese proviene per l’80% da Paesi esteri, in particolare da Russia, Algeria e Libia. Soltanto dalla Russia, ne importiamo circa il 40%. Dunque, per essere meno dipendenti da questi Paesi, si è deciso di importare Gas dall’Azerbaijan (che si affaccia sul Mar Caspio) tramite il gasdotto Trans Adriatic Pipeline (TAP),  il quale attraverso Grecia e Albania, raggiunge il nostro Paese nei pressi di Lecce, collegandosi infine alla rete nazionale.

I lavori di costruzione del gasdotto sono iniziati nel 2016.

Una volta realizzato, costituirà il collegamento più diretto ed economicamente vantaggioso alle nuove risorse di gas dell’area del Mar Caspio, aprendo il Corridoio Meridionale del Gas, una catena del gas lunga 4.000 chilometri, che si snoderà fra l’Europa orientale a quella occidentale.

Il progetto non si avvale di finanziamenti pubblici e porterà benefici ai Paesi attraversati.

Il tracciato

Il tracciato ha una lunghezza complessiva di 878 chilometri, la massima altitudine di 1800 metri è raggiunta tra i rilievi albanesi, mentre la massima profondità è di 820 metri sotto il Mare Adriatico.

Il punto di partenza del Trans Adriatic Pipeline è in prossimità di Kipoi, al confine tra Grecia e Turchia, dove si collegherà al Trans Anatolian Pipeline (TANAP).

Il viaggio prosegue quindi sulla terra ferma, attraverso la Grecia Settentrionale per 550 km, nel suo tratto più lungo, procedendo in direzione ovest attraverso l’Albania per 215 km, fino ad approdare sul litorale Adriatico dopo una traversata di 105 km.

Il tratto sottomarino inizia in prossimità della città Albanese di Fier e attraversa l’Adriatico per connettersi alla rete italiana di trasporto del gas in Salento. Il TAP approderà nel comune di Melendugno(LE), in prossimità di San Foca. La condotta sottomarina attraverso le acque territoriali italiane misurerà circa 25 chilometri, mentre il tratto sulla terra ferma circa 8 chilometri. La scelta della localizzazione del punto di approdo e del tracciato a terra è stata fatta tra diverse alternative, al fine di individuare la più idonea sotto il profilo ambientale, sociale e della sicurezza.

Caratteristiche

In previsione di fabbisogni futuri, i tecnici del TAP hanno previsto che l’opera sia flessibile, consentendole di soddisfare la domanda di eventuali volumi aggiuntivi.

Il gasdotto avrà una capacità iniziale di trasporto di 10 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno, equivalenti al consumo energetico di circa sette milioni di famiglie in Europa. In futuro, con l’aggiunta di altre due stazioni di compressione,  la quantità trasportata potrà essere duplicata fino a 20 miliardi di metri cubi, a fronte di ulteriori forniture disponibili nella più vasta area caspica.

Lungo il suo percorso, il TAP può facilitare le connessioni ad una serie di gasdotti già esistenti e in programma di realizzazione, assicurando che il Corridoio Meridionale del Gas apra a quanti più mercati energetici possibili e consentendo il trasporto e la diffusione del gas del Mar Caspio in Europa Occidentale, Centrale e Sud Orientale.

La condotta sottomarina passerà sotto la costa, attraverso un microtunnel di approdo dedicato, lungo 1,5 chilometri, che verrà scavato da terra ad una profondità di 25 metri. Questa tecnologia assicura che il gasdotto non abbia alcun effetto sulle praterie di Posidonia in mare e sulla macchia mediterranea a terra. Il gasdotto sarà sempre interrato e quindi non sarà visibile dalla costa e per l’intero percorso del tracciato.
Il Terminale di Ricezione (PRT – Pipeline Receiving Terminal) costituirà il centro di supervisione e controllo dell’intero gasdotto TAP.  Situato su un’area di 12 ettari, il PRT  è stato pensato per integrarsi con il paesaggio circostante e limitarne l’impatto visivo. A seguito delle consultazioni e del confronto con le realtà locali,  la sua superficie è stata ridimensionata del 40%. Grazie all’utilizzo di riscaldatori elettrici per riscaldare il gas e facilitare il suo flusso, il PRT sarà a emissioni zero nel corso del normale funzionamento, salvo che non vi siano interruzioni o improvvise variazioni di pressione nella rete di Snam Rete Gas. Al massimo il PRT genererà occasionalmente emissioni per non più del 2% del tempo totale di funzionamento su base annua (max. 160 ore all’anno; emissioni equivalenti a quelle prodotte da 96 caldaie domestiche).

Struttura

I tubi di acciaio da 48 pollici sono trasportati da camion verso il corridoio di posa. I tubi vengono disposti uno davanti all’altro e possono essere piegati con l’utilizzo di attrezzature speciali, in modo da adattarsi a variazioni del terreno o di direzione nel percorso.

Il tubo viene saldato in superficie. Tutte le saldature sono sottoposte a un test automatico a ultrasuoni per garantire che siano conformi alle norme nazionali e internazionali.

Ogni saldatura viene sabbiata e ricoperta con un rivestimento protettivo anticorrosione e per la protezione da danni meccanici.

Si scava una trincea per la posa dei tubi. Il terreno superficiale è tenuto da parte per il successivo ripristino.

Per posare il tubo saldato nella trincea vengono utilizzati dei trattori con braccio laterale. In generale si posa nella trincea fino a un chilometro di tubi per volta.

Nella trincea intorno al tubo si inserisce della terra a grana fine che funge da imbottitura di protezione. Una volta terminata questa operazione la trincea viene nuovamente riempita e compattata col materiale del sottosuolo e col terreno superficiale originario.

Si verifica ulteriormente l’integrità del gasdotto con dei test idrostatici. I tubi vengono chiusi con dei collettori di prova e si pompa dell’acqua con una pressione superiore alla pressione massima d’esercizio consentita per il gas.

L’area di passaggio viene riportata quanto più è possibile alla sua condizione originaria. Laddove necessario si predispongono dei meccanismi di controllo dell’erosione e viene sparso altro terreno superficiale per favorire la ritenzione del suolo e la crescita di vegetazione.

Come misura di sicurezza saranno posti dei segnali (paletti di segnalazione) per indicare la presenza del gasdotto interrato. Laddove necessario vi sarà anche una protezione catodica.

Avanzamento dei lavori

Il TAP sta attualmente procedendo alla fase di costruzione del gasdotto vero e proprio. Vengono ogni giorno preparati, allineati, saldati, posati nelle trincee e stabilizzati con materiale di riempimento centinaia di metri di tubi lungo l’area di passaggio (Right of Way – ROW) del TAP, in linea con le fasi di costruzione e il programma del progetto.

Alla fine del primo trimestre del 2018, il progetto TAP risultava completato al 70,8%.

 

 

Fonti:

 

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